Luci della ribalta
  • "Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo"

  • 15.2.13
    Littizzetto denuncia il femminicidio e balla il flash mob. Mengoni primo nella classifica provvisoria. Standing ovation per Roberto Baggio e Albano superstar. Questa sera Sanremo Story. 

    Si mischiano le carte e man mano che scorrono i giorni il Festival acquista fluidità, al pari dei suoi conduttori. La terza serata si apre con uno spezzone del film “Straziami ma di baci saziami”, con Nino Manfredi che declama il suo amore a Pamela Tiffin leggendole alcuni versi de “L’immensità” (Sanremo 1967). La scelta non sembra casuale: è una storia d’amore ma raccontata con i toni della grande commedia all’italiana, firmata Dino Risi. Non poteva essere altrimenti in questo Sanremo che, complice Luciana Littizzetto, gioca proprio sul binomio intrattenimento e musica, ovvero comicità e talento. All’insegna del San Valentino più stucchevole Fazio e Lucianina si esibiscono in “Vattene amore”, con il tormentone del ‘trottolino amoroso” che non può che suscitare ilarità.

    La Littizzetto dilaga, è lei la vera anima del Festival. Anche se si appoggia un po’ troppo alla parolaccia, che funziona con una battuta ad hoc, ma quando è gratuita e ripetitiva diventa fastidiosa: “Sei un pirla!”, “Ma sei scemo?”, “Ma sei pirla?”… Quante volte avrà detto la parola “pirla”? Troppe. E non è per fare i bacchettoni, ma la comicità è fatta di altro. E lei lo sa. Ecco perché non le perdoniamo certe “furbizie”.

    Ci piace invece nel suo monologo sui luoghi comuni dell’amore e di San Valentino, con il suo stile pungente e sagace. Dove si ride con le battute sulla convivenza tra uomo e donna, ma trova posto anche l’amore assoluto senza colori ed etichette. La Littizzetto non usa eufemismi e parla di femminicidio e di donne maltrattate. Quasi un appello che inizia ridendo, poi vira dalla farsa al dramma e prende forma come un grido di dolore: “Un uomo che ci picchia è uno stronzo”. Sì, ha detto proprio così. Poi anche lei si scatena nella danza, con il flash mob del giorno (One Billion Rising), che ha fatto ballare almeno un milione di persone in tutto il mondo contro le prevaricazioni di ogni genere, contro uomini che si credono forti e non lo sono. Dopo questo, Lucianina può fare quello che vuole. Ha saputo toccare le corde giuste.

    E veniamo alla musica. Aprono la gara Simona Molinari e Peter Giancotti con “La felicità”: canzone “carina”, ma si ha come la sensazione di un déjà vu, o meglio di un già sentito. Quando arriva Marco Mengoni, tifo in platea e gridolini non solo dalle fans più giovani. Peccato per i capelli: ma che ha fatto? Il ciuffo sembra un po’ quello di Little Tony venuto male…
    Il brano però è bello e la sua interpretazione convince: “L’amore non segue le logiche, ti toglie il respiro e la sete”. Il ritornello sale e cresce con enfasi, in puro stile “sanremese”.
    Elio e le Storie Tese tornano con un altro, irresistibile show. Si presentano di nuovo con incredibili protesi in testa, dall’aspetto vagamente alieno e Fazio commenta: “Sembrano i Romulani di Star Trek”. Elio sfodera addirittura un altro paio di braccia, manco fosse la dea Calì. L’impatto è travolgente. Canzone a parte, sono veri animali da palcoscenico.
    Su Malika Ayane avevamo già detto: grande talento e voce unica. Simone Cristicchi è una conferma: pezzo interessante e perfetta interpretazione. Nonostante il titolo, è un vero e proprio inno alla vita.

    Al secondo ascolto i brani in gara prendono forma e a casa, davanti alla tv, si azzardano i primi pronostici: sul web piovono complimenti per Malika Ayane, Raphael Gualazzi e Daniele Silvestri. A fine serata però le previsioni vengono stravolte dalla classifica provvisoria, determinata dal televoto.

    1.  Marco Mengoni (L’essenziale)
    2.  Modà (Se si potesse non morire)
    3.  Annalisa Scarrone (Scintille)
    4.  Chiara Galiazzo (Il futuro che sarà)
    5.  Raphael Gualazzi (Sai ci basta un sogno)
    6.  Simona Molinari e Peter Cincotti (La felicità)
    7.  Maria Nazionale (È colpa mia)
    8.  Elio e le Storie Tese (La canzone mononota)
    9.  Daniele Silvestri (A bocca chiusa)
    10.  Max Gazzè (Sotto casa)
    11.  Simone Cristicchi (La prima volta che sono morto)
    12.  Malika Ayane (E se poi)
    13.  Marta sui tubi (Vorrei)
    14.  Almamegretta (Mamma non lo sa)

    Durante la lettura dei nomi piovono fischi e segni di dissenso dalla platea, ma anche in sala stampa: questo significa che tutto può ancora succedere. La classifica, però, è indicativa di chi vota e fa già discutere: le prime quattro posizioni sono occupate da giovani cantanti, tre dei quali provenienti da talent show. Al 4° posto Chiara, l’ultima vincitrice di X-Factor, 3° posto per Annalisa, della scuderia di “Amici” di Maria De Filippi, al 2° posto i Modà (unica eccezione) e al 1° posto Marco Mengoni, trionfatore della terza edizione di X-Factor. Sorpresa per il 12° posto di Malika Ayane (per i bookmaker era la favorita alla vittoria), come anche per l’11° di Simone Cristicchi e l’8° di Elio e le Storie Tese. Ma, come dicevamo, le cose potrebbero cambiare: questo è solo il voto popolare e incide per il 25 per cento. Un altro 25 per cento si aggiungerà con il televoto di sabato, mentre il restante 50 per cento è affidato alla giuria di qualità. I tre artisti che si collocheranno nelle prime tre posizioni si esibiranno di nuovo e di nuovo si sottoporranno al televoto e al voto della giuria di qualità. La media dei due voti decreterà il vincitore del Festival.

    Durante la gara, ai cantanti si sono alternati gli ospiti. Il primo è “un simbolo per tutta l’Italia”, dice Fazio: Roberto Baggio. Intervista e anche un videomessaggio della leader birmana, premio Nobel per la Pace, San Suu Kyi che lo ricorda affettuosamente e parla di lui come di un idolo. Baggio legge poi la sua lettera ai giovani: è emozionatissimo, salivazione azzerata, non ama i riflettori e si vede. Parla di se stesso, racconta la sua vita come esempio per i giovani, usa le parole passione, coraggio, sacrificio: “Vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione”. Alla fine, per lui standing ovation.

    Le sue parole fanno registrare il picco di ascolto della serata: la media della terza puntata ha appassionato 11 milioni e mezzo di telespettatori con il 42,08 per cento di share nella prima parte e 6.354.000 telespettatori per uno share del 46.91 per cento nella seconda.

    In perfetta alternanza, tra musica e ospiti, arriva Antony Hegarty, leader della band newyorkese Antony and the Johnsons: “Una delle voci più belle del pianeta”, sottolinea Fazio. E la voce è davvero intensa e particolare, subito riconoscibile, resa ancor più suggestiva dal pianoforte. Meno convincente il monologo a fine esibizione: non era facile capire cosa volesse davvero dire. Si è scusato per aver maltratto la sorella, quando erano bambini, e da lì è arrivato ad un vero e proprio inno d’amore alla donna, con conseguente condanna delle violenze che troppo spesso le donne subiscono. Apprezziamo il pensiero ma è apparso tutto un po’ fuori luogo. Lui stesso ha parlato in modo poco comunicativo, restando seduto davanti al pianoforte, quasi di lato, senza alzarsi mai; sembrava anche che leggesse un foglio nascosto. Toccante il brano e l’interpretazione. Del monologo avremmo fatto a meno.

    Ottima anche la scelta di far entrare Chopin all’Ariston con Leonora Armellini, la giovane pianista fenomeno, 20 anni appena e già affermata a livello internazionale.

    Subito dopo largo ai giovani che iniziano alle 23:30: quattro cantanti diversi per voce e stile. Antonio Maggio e Ilaria Porceddu sono in finale. Questa sera, quindi, si contenderanno il titolo di vincitore di Sanremo Giovani con gli altri due finalisti: Blastema e Renzo Rubino.

    È quasi mezzanotte e sul palco irrompe Albano con “Nostalgia Canaglia” e “È la mia vita”. Ma è “Felicità” che, da un sondaggio, risulta essere la sua canzone sanremese più amata. Restava da risolvere il problema Romina Power: chi l'avrebbe sostituita? Presto fatto. Dalla scalinata scende l’attrice Laura Chiatti, che ha già dato prova di saper cantare bene (è stata anche la voce del film Disney “Rapunzel”, interpretando la colonna sonora). È bella e brava ma, per un attimo, avevamo sperato nel miracolo di Fazio: riportare Romina e Albano insieme, almeno per una volta. Se ne era parlato qualche mese fa. Evidentemente i tempi non sono ancora maturi. La seconda parte di “Felicità” Albano la canta invece con Luciana Littizzetto, raggiunti poi dalla Chiatti e da Fazio. Lui fa addirittura le flessioni sul palco, Lucianina non perde l’occasione per sfotterlo sul suo ostentato machismo e gli dice: “Se tu fai un Do qua, metti incinta una a Cuneo”. Divertente.

    Per questa sera un salto indietro nel tempo con Sanremo Story: l’operazione Amarcord prevede che i 14 big in gara si esibiscano in altrettanti brani della storia del Festival e Fazio ha voluto al suo fianco sul palco Pippo Baudo, attuale detentore del record di conduzioni sanremesi. I big saranno accompagnati da altri artisti del mondo della musica e non solo. Preparatevi alla performance di Elio e le Storie Tese, che verranno accompagnati da Rocco Siffredi. Riascolteremo brani storici di Sanremo che appartengono di diritto al patrimonio musicale italiano: da “Il ragazzo della Via Gluck” (Almamegretta) a “Piazza Grande” (Daniele Silvestri), da “Perdere l’amore” (Maria Nazionale) a “Io che non vivo” (Modà).

    Peccato per il forfait di Carlo Verdone, colpito dal mal di denti. Tornerà invece Neri Marcoré: speriamo che questa volta si proponga con un personaggio nuovo e più smagliante del banale e abusato “Alberto Angela”.


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